Turismo italiano rovinato dai commercianti indiani

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Turismo italiano rovinato dai commercianti indianiC'è un minimo comun denominatore nel turismo nelle grandi città italiane, una situazione che lascia sbigottiti ed interdetti i turisti stranieri in arrivo da tutto il mondo che pensano ancora di mangiare il buon cibo italiano e di comprare dei souvenir nostrani. Invece si imbattono in ristoranti non italiani (in particolare sushi spacciato per giapponese ed invece sono cinesi, e poi indiani, pachistani, egiziani), o locali italiani nelle insegne, ma poi con cuochi e camerieri stranieri che poco sanno della nostra ricchezza gastronomica. Per non parlare dei souvenir. Abbiamo contato di persona che circa il 70% dei negozianti che vendono oggettini ricordo turistici non sono italiani nelle grandi mete turistiche, ma in prevalenza indiani o pachistani. Ci domandiamo: ma come fanno queste persone a comprare in punti turistici le mura di questi negozi, molto care, o pagare i salatissimi affitti?
Ma dove sono questi negozietti straordinariamente aperti notte e giorno? A Genova in via Gramsci davanti all'area del Porto Antico e dell'Acquario, a Pisa nei pressi di Lungarno e vicino alla piazza dei Miracoli, nelle arterie di vie che conducono alla Torre di Pisa. A Firenze vicino a Ponte Vecchio, a Venezia lungo Riva degli Schiavoni, nei calli tra la stazione Fs di Santa Lucia e piazza San Marco, per non parlare di Ca' d'Oro e vicino al ponte di Rialto, sia lato Giudecca che lato Sant'Elena - stadio Penzo. Ma anche a Roma, vicino alla stazione Termini e nei pressi del Colosseo e del Vaticano, la situazione è tragica. Ovviamente tutta la merce è taroccata o Made in China.